Mercato azionario, vediamo come funziona

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C’è stato un crescente interesse da parte di molti italiani, i quali nel corso del 2017 hanno fatto sì che questa parola diventasse una delle più ricercate sui motori di ricerca. Il motivo possiamo anche intuirlo, la conseguenza delle “batoste” nelle quali molti investitori hanno visto evaporare letteralmente i loro risparmi. Alcune banche come sappiamo non hanno gestito correttamente il denaro dei clienti, per cui molti risparmiatori cercano soluzioni finanziarie alternative o banche più affidabili.

Il mercato azionario quindi è diventato un punto di riferimento per quanti hanno capitali o piccole somme da investire. Questa nuova tendenza porta a un superamento di quelle che sono le tradizioni dogmatiche degli investimenti. Ovvero, dove prima c’era il funzionario di banca, oggi c’è solo la banca. In altre parole le nuove banche offrono gli strumenti, l’investitore farà il resto autonomamente usando piattaforme per il trading online che le nuove banche mettono a disposizione.

In un certo senso stiamo vivendo una rivoluzione del mercato finanziario, le nuove tecnologie e la digitalizzazione sempre più diffusa, offre molte possibilità a quanti vogliono avere sotto controllo i propri capitali. Lo scenario di questo cambiamento già in atto da qualche anno, condurrà a una nuova formazione bancaria, meno territoriale e più virtuale. I segnali ci sono già tutti, già da qualche tempo si fanno bonifici e pagamenti di ogni sorta online, così anche il mercato azionario sarà nelle mani della gente comune, che potrà gestire e decidere del proprio denaro.

Vediamo cos’è il mercato azionario

Non a caso quando guardiamo i Tg, parlano di “Pizza Affari”, per identificare appunto la piazza azionaria di Milano, con riferimento a quella italiana. In questa “piazza” si eseguono le contrattazioni delle relative azioni, in altre parole le quote del capitale societario delle aziende quotate nella suddetta “piazza”. In Italia il mercato azionario è nominato con l’acronimo MTA (Mercato Telematico Azionario), il quale rappresenta una buona parte degli scambi nazionali.

Il funzionamento del mercato azionario MTA, rappresenta solo una parte di Piazza Affari, dove si scambiano i titoli azionari presenti nel listino. Il quale è diviso in mercato primario, dove si scambiamo titoli di nuova emissione e mercato secondario dove si possono negoziare i titoli già presenti a listino. Ovviamente non si tratta di un mercato “fisico”, ma di un sistema di compravendita di azioni per via telematica, quindi si acquistano beni non materiali.

A Piazza Affari il mercato azionario MTA, è il luogo dove s’incontrano domanda e offerta dei capitali, questo permette alle aziende di finanziarsi con l’emissione di azioni e/o obbligazioni. Stesso sistema usato dallo Stato per ottenere fondi con l’emissione dei titoli di debito pubblico. Il mercato azionario è suddiviso in altri segmenti, in base alla capitalizzazione delle aziende quotate. Le aziende hanno una capitalizzazione (titolo), che è conseguente alla moltiplicazione del prezzo con riferimento quantitativo di azioni emesse. Gli altri segmenti dell’MTA sono:

  • Blue Chip: dedicato a grandi società con una capitalizzazione che supera il miliardo di Euro.
  • Star: questo segmento riguarda le imprese minori con una capitalizzazione compresa tra i 40 milioni e 1 miliardo di Euro ma che hanno requisiti speciali.
  • Standard: dedicato a tutte le altre compagnie con capitalizzazione compresa tra i 40 milioni e 1 miliardo di Euro.

Queste le caratteristiche principali del mercato azionario, dove ogni giorno si eseguono scambi di compra vendita di azioni.

Come viene determinato il valore/prezzo di un’azione

Ovviamente ogni azienda ha un suo valore intrinseco, che riguarda alcuni fattori importanti per l’assegnazione del valore borsistico per singola azione. Questo avviene nella fase iniziale, quindi al debutto in borsa il mercato assegna un valore che non necessariamente rimarrà tale nel tempo. Le azioni devono salire in termini di valore, ma non sempre è così, vediamo perché.

Il valore di un titolo può variare in qualunque momento, questo avviene in base alla domanda e offerta, per fare un esempio un po’ come avviene con un’asta, il principio è questo. Quando la domanda supera di molto l’offerta, inevitabilmente il prezzo del titolo sarà destinato a salire, almeno fino a quando domanda e offerta non raggiunge un punto di incontro livellatore. Al contrario quando le vendite superano gli acquisti, questo determina l’effetto contrario, il valore delle azioni scenderà fino a quando non ci sarà un numero di compratori sufficiente a compensare l’offerta, ovvero la vendita. Quando nell’arco di una seduta borsistica il mercato eccede nella vendita di un titolo, questo può essere sospeso temporaneamente.

Che cosa determina la domanda e offerta

Questo è forse l’aspetto più interessante da comprendere, nel caso si voglia investire o fare trading online. Un titolo può essere oggetto di scambio per diversi motivi, uno di questi è può essere indicato come “rumors”. In altre parole voci che circolano negli “ambienti”. Quando sono positive, ad esempio, l’azienda promette investimenti o nuovi prodotti, quindi offre una prospettiva di crescita, questo farà aumentare la domanda e il valore delle azioni. Se circolano notizie o voci negative accade esattamente il contrario, con l’offerta che aumenta (vendite) e la conseguente perdita del valore delle azioni. Ora forse è più chiaro il significato di “volatilità” di un titolo, che si basa in effetti, sulle contrapposte “opinioni” del mercato azionario.

Una cosa a questo punto dovrebbe essere chiara, il mercato azionario non è stabile, i prezzi delle azioni fluttuano in modo costante e non esiste un punto fermo per un singolo titolo. Le modalità che determinano l’andamento di un titolo sono molte, i fattori che possono influenzarne il valore altrettanti, spesso fittizi quindi artificiali, ovvero notizie o “rumors” infondati volti a generare speculazione. Tra le altre cose il valore si determina anche in base al settore produttivo dell’azienda, influiscono anche i fattori politici ed economici nazionali e internazionali. La lettura di un quadro generale e/o macroeconomico offre prospettive di analisi sicuramente più accurate, utile nel caso si decida di acquistare un titolo. Analizzare il mercato di riferimento dell’azienda, il contesto economico, politico e le prospettive di crescita produttiva, offrirà le condizioni migliori per una  valutazione.

I neo-trader prima di iniziare con gli investimenti nel mercato azionario, devono comprendere queste dinamiche, seguire andamenti, notizie e report, in questo modo si potrà ottenere maggiori e migliori risultati dalle performance di compra vendita delle azioni!

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