Investire in tranquillità con i CTZ, BOT, BTP e CCT

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Investire in tranquillità con i CTZ, BOT, BTP e CCT

Investire in tranquillità con i CTZ, BOT, BTP e CCT

L’italiano ha nel suo DNA la propensione al risparmio e quindi investire, è sempre stato così fin da quanto è iniziato il benessere economico diffuso, quindi diciamo dagli anni sessanta in poi. Chiaramente oggi rispetto al passato i rendimenti sono molto diversi, diciamo più “sottili” spesso impercettibili, ora si viaggia dall’1 al massimo 2% in modo molto grossolano. Per questo diciamo che si tratta di un investimento da “parcheggio”, nel senso che la rendita è davvero ridotta a ticket, quindi chi ha dei capitali li investe in tal modo per non rischiarli altrove.

Ed ecco il punto, oggi s’investe i soldi non per quanto rendono ma soprattutto per non rischiarli, oppure cadere in tentazione di spenderle magari per futilità, per cui meglio tenerli al caldo e al riparo, sicuri che non succederà mai nulla che li metta in pericolo.

Conviene investire il CTZ, BOT, BTP e CCT?

Come già detto i rendimenti, sono risicati, tuttavia è si conveniente almeno sotto certi punti di vista, ovvio 1 milione di Euro offre una resa di 15.000 Euro, certo non sono bruscolini, ma, di fatto, è conveniente immobilizzare per almeno 2 anni esempio 10mila Euro per ottenerne 150 lordi? Anche in questo caso dipende, perché se il capitale è tutto qui e non occorre o non si hanno prospettive per cui si dovrà usare, allora vanno benissimo.

Diciamo che questi titoli si possono considerare una sorta di “polizza” della tranquillità, del resto sono garantiti e il rischio è in sostanza zero, quindi se non un buonissimo investimento con buoni rendimenti, di sicuro è un sistema per conservare il capitale senza perdere nulla. Questi titoli sono emessi dallo Stato attraverso il Ministero dell’Economia, quindi salvo che non casa in default l’Italia non ci sono pericoli di alcun genere, queste le definizioni:

  • BOT, Buoni ordinari del tesoro: titoli a breve termine con scadenza non superiore a un anno (3, 6, 12 mesi), il cui rendimento è dato interamente dallo scarto di emissione;
  • CTZ, Certificati del tesoro a zero coupon: titoli con una scadenza a 24 mesi e rendimenti simili ai BOT;
  • BTP Buoni del tesoro poliennali: titoli con scadenza variabile, da 3 e 30 anni, remunerati con cedole fisse semestrali (disponibile inoltre il BTP Italia, con una durata quadriennale);
  • CCTEU, Certificati di credito del tesoro indicizzati all’Euribor: titoli con una durata di 5 e 7 anni e un rendimento variabile.

Titoli di stato quali scegliere

Indipendentemente dai rendimenti, investire in titoli di Stato vuol dire immobilizzare i propri capitali, seppur in tempi differenti in base allo strumento scelto. È chiaro che in una prospettiva in cui i soldi possono servire per eventuali imprevisti o necessità, i BOT sono sicuramente i più gettonati.

In tutti i casi in cui i soldi non sono un problema anche i titoli a 5, 7 o 30 anni sono una buona soluzione. Rendimenti non altissimi ma sicuri con garanzie di Stato. Soprattutto con una tassazione agevolata almeno rispetto a quella vigente per le imprese, il 12,5% è sopportabile!

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